La leggenda del Castello di Otranto si intreccia con l'assedio e l'occupazione della città da parte delle truppe saracene di Mechmèt Pascià. Nella lotta tra le armate cristiane e i guerrieri tuchi, fu importante il ruolo del Conte di Conversano Giulio Antonio Acquaviva che fece stragi di saraceni, ma alla fine venne decapitato dagli avversari. Si narra che anche dopo la decapitazione, il Conte abbia continuato a combattere seminando morte tra i nemici finchè il suo cavallo lo riportò nel cortile del castello. Lo spirito del Conte pare manifestarsi come un cavaliere senza testa a cavallo (un po' "Sleepy Hollow), e si aggira nelle notti di agosto nel suo maniero.